ISIS #2. La fase del declino: dalla morte di al Zarqawi al dicembre 2011

islamic state of iraq

Fonte: Yaser Al-Khodor/Courtesy Reuters

Meno di una settimana dopo la morte di al Zarqawi, il 12 giugno 2006, AQI annunciava la nomina “all’unanimità” del suo successore, Abu Hamza al Muhajir. Al Muhajir è “un buon fratello, ha una storia nella jihad ed è ben informato”, diceva il comunicato, e proseguiva “Chiediamo a Dio che … continui ciò che era iniziato lo sceicco Abu Musab”. Il nome di al Muhajir, che in arabo significa ‘immigrato’, sconosciuto alle agenzie di intelligence, era lo pseudonimo di Abu Ayyub al Maṣri, un collaboratore di primo piano dell’ex leader. Di origine egiziana, aveva avuto esperienze di combattimento in Afghanistan e contro le forze Usa a Fallujah nel 2004.

Alla morte di al Zarqawi, AQI erà già nel bel mezzo di una trasformazione della base, che era composta principalmente di stranieri. Negli ultimi mesi aveva cominciato a includere molti combattenti nativi dell’Iraq, sperando di creare una base di origine irachena. La nomina di al Masri, infatti, suscitava forti critiche tra molti iracheni sunniti, scontenti della diffusa presenza straniera sia ai vertici che nella base dell’organizzazione. Ma questo non impedì ad al Masri di stabilire una propria leadership, mantenendo il gruppo operativo e spingendo la violenza settaria a livelli più alti.

Con l’annuncio della creazione di un califfato in Iraq – lo Stato Islamico di Iraq – e di un nuovo leader – Abu Omar al Baghdadi – al Masri riuscì a far convergere verso l’organizzazione molti gruppi sunniti iracheni. Tuttavia, alcuni (il governo iracheno e l’intelligence americana) ritenevano che al Baghdadi fosse in realtà una figura fittizia, una trovata per dare un volto iracheno all’organizzazione e per combattere reazione locale o, addirittura, che non esistesse realmente. Anche questo tentativo di rendere più ‘iracheno’ il gruppo, non riuscì a sedare le reazioni e i dissensi. Dal 2006 cominciò a svilupparsi, all’interno del movimento jihadista, una lotta interna per il controllo di AQI. Nello stesso momento, un movimento noto come il “Risveglio sunnita” ha portato gli sceicchi locali a rivoltarsi contro al Qaeda in Iraq, convincendo la popolazione sunnita a voltare le spalle ad AQI, in quanto stranieri e nemici.

Il primo progetto di Stato Islamico fu un fallimento, i sunniti autoctoni lo osteggiarono e finirono per combatterlo sostenuti dagli americani. Entro l’inizio del 2008 le forze di coalizione e le forze di sicurezza locali uccisero 2400 membri di AQI e fecero oltre 8000 prigionieri. Nel frattempo, il flusso di combattenti stranieri era diminuito dal 120% al mese al 45% al mese e, entro il 2009, solo cinque o sei combattenti stranieri raggiungevano l’Iraq per unirsi ad AQI.

Il 18 aprile 2010 un raid Usa-Iraq eliminava al Masri e al Baghdadi (Abu Omar), nei pressi di Tikrit. Entro giugno 2010, l’80% della leadership di AQI (36 su 42) sono stati uccisi o catturati. Lo smantellamento della leadership di AQI consentì l’ascesa dell’attuale leader dello Stato Islamico, il Califfo Abu Bakr al Baghdadi. Sotto il nuovo leader le cose cominciarono a cambiare.

Leaders AQI - ISI(ISIS)

 

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