Rallentamento Cina e Giappone e strategie EUR/USD

chinese yuan stacks

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di Giulio Solfrizzi per news.rataran.com

La situazione delle due principali maxi potenze asiatiche non è delle più rosee: le economie di Cina e Giappone stanno mostrando chiari segnali di contrattura; in particolare, l’attività manifatturiera cinese ha registrato a maggio, per la terza volta consecutiva, il segno meno, sia in termini di esportazioni che di ordini interni. 

Quest’ultimo pare essere un chiaro segnale che i policy makers cinesi adotteranno nuovamente misure di politica monetaria per stimolare l’economia. La versione “flash” del Purchasing Management Index cinese fornito da Markit/HSBC è al ribasso rispetto alle previsioni (49.1 % vs 49.3 %), che rappresenta la quinta contrazione del settore negli ultimi sei mesi. Il rallentamento della crescita economica registrato nel IQ 2015 al 7% potrebbe essere addirittura ottimistico in previsione del secondo trimestre e sembra inevitabile che i tassi di interesse possano essere nuovamente tagliati, dopo i tre rate cut già operati nell’ultimo semestre. Gli analisti di Nomura prevedono che questa flessione su annual basis sia dello 0.4% nel IIQ 2015 per poi prevedere una risalita al 6.8 %, sempre su base annua, nel secondo semestre dell’anno.

 

Tiepida la crescita del settore manifatturiero giapponese invece, con il PMI in risalita dai 49.9 punti di aprile, attestandosi a 50,9 punti. Il problema principale resta ancora la bassa inflazione, per combattere la quale sarà ulteriormente rafforzato il massiccio programma di alleggerimento quantitativo già in atto.

Alle prestazioni poco brillanti di Cina e Giappone si aggiungono i dati deludenti sulle esportazioni anche di Taiwan e Corea del Sud, il che fa propendere decisamente a Ovest l’onere della crescita a livello mondiale. In primis, un ruolo cruciale in quest’ottica è ricoperto dagli Stati Uniti, soprattutto ora che l’ipotesi Grexit sembra ritornare “di moda” e rendere meno stabile la situazione europea. La Grecia infatti riprende a spaventare, con l’ultimo annuncio di Syriza alla Troika riguardo impossibilità di pagare la tranche di 300 Milioni di euro in scadenza il 5 giugno. Immediata la reazione dei forex trader che hanno iniziato a shortare euro, con il cross EUR/USD a picco ( passando da area 1,1450 a 1,1060 in sole tre sessioni di trading).

EURUSD6mth

Ma con il dollaro americano che continua ad apprezzarsi sulla moneta unica, quali saranno i possibili scenari nelle prossime settimane? Innanzitutto il cross EUR/USD ha rotto la confluenza di supporto a quota 1.1165 e 1.1131, rispettivamente il canale di resistenza degli ultimi 60 giorni e la quota minima registrata l’11 maggio. Se si dovesse verificare una rottura al di sotto potrebbe ripartire il trend ribassista di lungo periodo già visto due mesi fa e sarebbe opportuno shortare sui rimbalzi (attorno a quota 1.12 / 1.13) . I prossimi punti “critici” dal punto di vista tecnico sono i possibili supporti a quota 1.1053 e 1.1036, rispettivamente i massimi di marzo e aprile, per poi focalizzarsi sulla base del canale di due mesi, a quota 1.0535. Se poi si dovesse brekkare ancora, ulteriori punti di resistenza sarebbero 1.0462 (minimo del 16 marzo) e 1.0283.

Possibile tendenza rialzista invece sul cross dollaro/yen, con il range di cambio degli ultimi 4 mesi che sta volgendo al termine e con il target possibile fissato a quota 124.59, fino ad arrivare eventualmente a quota 128.45. La rottura del massimo del 13 aprile (120.86), potrebbe essere il trigger che scatenerebbe il trend rialzista nonché il punto ottimale per aprire nuovi posizioni long sul cambio.

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Articolo pubblicato in media partnership con Affariglobali.it

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