L’ISIS Chiama la Bosnia e Minaccia i Balcani

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La comunità musulmana in Bosnia è una delle più elevate in Europa, preceduta solamente dall’Albania e dal Kosovo. Lo Stato Islamico ha già mandato minacce nei confronti della Repubblica di Macedonia, Albania e Kosovo sostenendo di voler vendicare la comunità musulmana che, secondo loro, è stata vittima di continui soprusi nella storia[1].

I Balcani sono la regione europea con la percentuale più alta di persone di fede musulmana. La guerra in Bosnia richiamò moltissimi volontari islamici, alcuni con già esperienze militari in Afghanistan agli ordini di Osama Bin Laden nel conflitto contro i sovietici, e molti di loro si stanziarono nello Stato balcanico, prendendo anche largo consenso tra la popolazione nella logica dello scontro tra il nazionalismo bosniaco e quello serbo. In tutti gli altri Paesi della penisola balcanica, l’alta percentuale è data dalla lunga dominazione Ottomana, le cui influenze non solo religiose si palesano nella vita di tutti i giorni.

L’area può destare una grande preoccupazione visti i precedenti casi di infiltrazione dell’estremismo islamico, in questo caso di matrice sunnita dello Stato Islamico. Le milizie di Al-Baghadi hanno infatti trovato una strada decisamente in discesa operando in Paesi dove il controllo statale era inesistente o minacciato da una guerra civile, come nel caso dell’Iraq e della Siria. Se infatti l’Iraq non aveva trovato una sua dimensione statale solida dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003, la Siria si trovava costretta a fronteggiare i ribelli e, allo stesso tempo, le milizie dello Stato Islamico. Dotato di ottimi armamenti, le milizie jihadiste hanno trovato poche difficoltà nella conquista di un vasto territorio a cavallo tra l’Iraq e la Siria e l’attuale situazione politica ed economica nei Balcani non può certo essere rassicurante.

La Bosnia viene definita come un “fallito esperimento utopico”[2]: è infatti un Paese diviso nelle sue etnie (i serbi ortodossi, i croati cattolici e i bosnacchi, di fede islamica sunnita), con un Capo di Stato che si alterna ogni otto mesi ed è rappresentativo di ogni etnia, con un sistema politico fortemente decentralizzato e strutturato su molti livelli che ha causato un alto tasso di corruzione e stagnazione economica[3]. A fronte di una grave instabilità politica, la comunità sunnita bosniaca ha ingrossato le file dei miliziani dell’ISIS grazie all’opera di Nusret Imamovič, leader salafita accusato di aver organizzato l’attentato all’ambasciata statunitense a Sarajevo nel 2010[4].

isis balcani

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Certamente non solo la comunità bosniaca è oggetto di forti infiltrazioni e reclutamenti da parte dello Stato Islamico e, in generale, dell’estremismo islamico. Tutti i Paesi dei Balcani meridionali sono da monitorare con molta attenzione dal momento che sono oggetto d’interesse dell’estremismo per svariati motivi, alcuni meno recenti mentre altri di natura più attuale. Uno su tutti è la passata occupazione ottomana che, tuttavia, non è il sintomo dell’estremismo islamico. Certamente può essere una causa che tuttavia è strettamente correlata con la grave crisi politica, sociale ed economica che attraversa i vari Stati dei Balcani sud-occidentali. Tutti i Paesi, dalla Bosnia alla Repubblica di Macedonia, passando per il Kosovo, l’Albania e il Montenegro, stanno soffrendo un periodo di crisi politica ed economica, con alti livelli di disoccupazione e povertà. Le sirene estremiste risuonano più facilmente tra i giovani disoccupati locali che, alla vista di un futuro sempre più incerto, si fanno più facilmente abbindolare dalle promesse di uno Stato Islamico, ossia quella di avere una ragione per cui vivere combattendo la jihad. Se infatti la disoccupazione in Macedonia si attesta al 27,6%[5], in Albania al 18%[6] e in Montenegro al 14,64%[7], in Bosnia è al 43,6%[8] mentre in Kosovo è al 30%[9].

La mancanza di prospettive future, causate dalla forte instabilità statale ed economica, cattura più facilmente l’attenzione dei giovani. Il forte tasso di povertà (nel 2010, in Macedonia, il 30,9%[10] viveva sotto la soglia di povertà) e la mancanza di solide istituzioni che possano sopperire alla crisi nel medio-termine[11] possono essere un facile espediente per ingrossare le file dei jihadisti: questo non significa che la popolazione islamica balcanica sia una fonte di pericolo per l’Europa, ma l’esortazione del jihadista chiamato “Salahuddin al-Bosni” deve far porre una lente d’ingrandimento sulla Bosnia per controllarla. Gli altri jihadisti apparsi nel video si richiamano alla guerra del 1992-1995, sostenendo che l’aiuto giunto dai passati foreign fighters dovrebbe essere ora restituito dalla comunità islamica bosniaca[12]. Il messaggio, diretto a loro, non è casuale: la percentuale musulmana è alta e la forte crisi politica ed economica può far breccia nella gioventù bosniaca e, più in generale, balcanica.

Note:

[1] «ISIS, in un video la minaccia ai Balcani: “Vendicheremo l’umiliazione subita dai musulmani», Rai News, www.rainews.it, 05/06/2015.

[2] Henry Srebrnik, «Bosnia-Herzegovina is a failed utopian experiment», Journal Pioneer, www.journalpioneer.com, 23/02/2014.

[3] «La Bosnia è in fiamme. Crisi e corruzione trascinano il Paese nel caos», Euronews, it.euronews.com, 08/02/2014.

[4] Umberto de Giovannanegeli, «Isis e al-Qaeda, la jihad passa per I Balcani. Dalla Bosnia alla Macedonia, dal Montenegro al Kosovo, come sono organizzati i “foreign fighters”», L’Huffington Post, www.huffingtonpost.it, 25/03/2015.

[5] http://it.tradingeconomics.com/macedonia/unemployment-rate

[6] http://it.tradingeconomics.com/albania/unemployment-rate

[7] http://it.tradingeconomics.com/montenegro/unemployment-rate

[8] http://it.tradingeconomics.com/bosnia-and-herzegovina/unemployment-rate

[9] http://it.tradingeconomics.com/kosovo/unemployment-rate

[10] http://www.indexmundi.com/it/macedonia/popolazione_sotto_la_linea_di_poverta.html

[11] Edoardo Corradi, «Quale futuro per la Macedonia?», Geopolitica.info, www.geopolitica.info, 26/05/2015.

[12] «Islamic State calls for attacks in Bosnia and Balkans», Bosnia Today, www.bosniatoday.ba, 05/06/2015.

1 comment

  1. Fabio

    Come si può parlare di infiltrazioni e reclutamento che sono campi di azione separati…? Molta confusione… Per non parlare di un occupazione ottomana come fattore concatenante dell’estremismo… Magari spiega in questi termini anche l’estremismo nelle Filippine o in Mauritania o in Mali? bah….

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