Incontro tra Xi e Obama sulla sicurezza informatica. Un bicchiere mezzo pieno?

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Si è conclusa da pochi giorni la visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti. La settimana è stata densa di incontri ed eventi che hanno visto il capo di Stato della Repubblica Popolare Cinese incontrare, oltre alla sua controparte Obama, alcuni dei più importanti imprenditori del panorama IT statunitense.

Il meeting con il settore privato si è svolto a Seattle dove, non a caso, è presente una forte comunità cinese. Alcune delle figure più importanti del mondo della tecnologia hanno partecipato all’incontro, tra le quali Satya Nadella di Microsoft, Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn (unico social network straniero in crescita tra l’utenza cinese), Tim Cook di Apple (società che nel paese asiatico sta letteralmente spazzando via la concorrenza nel settore mobile) e Mark Zuckerberg, certamente interessato ad abbattere le barriere che al momento bloccano Facebook[2]. Anche l’assenza di alcuni players illustri non stupisce. Google infatti non ha preso parte all’incontro, verosimilmente a causa degli attriti di lunga data con Beijing che ancora impediscono al colosso di Mountain View di operare in Cina.

Come era prevedibile, la nuova legge di sicurezza nazionale approvata in Cina alla fine di Giugno, è stato uno degli argomenti caldi al tavolo delle trattative. Secondo alcuni, infatti, la normativa prevederebbe la possibilità da parte del governo cinese di esigere l’inserimento di backdoor (punti di accesso al sistema) nei prodotti tecnologici importati dall’estero. Ovvie le opposizioni dei produttori, preoccupati che tale pratica possa mettere a rischio i codici sorgente e gli algoritmi dei loro prodotti.

Ed è proprio sul tema dello spionaggio elettronico che molti guardavano con interesse al meeting tra Obama e Xi, soprattutto dopo i recenti scandali (NSA da un lato, OPM dall’altro[3]). Tuttavia, come abbiamo avuto modo di commentare alla vigilia dell’incontro, le possibiltà che tale accordo si concretizzasse erano flebili[4]. E, infatti, nessun reale cambio di rotta sembra essersi verificato.

Sarebbe tuttavia un errore ignorare il l’incontro appena conclusosi come un semplice evento politico privo di qualsiasi rilevanza. Nella conferenza stampa ufficiale, Xi e Obama hanno infatti dimostrato il loro interesse ad affrontare la tematiche della sicurezza informatica con più vigore. Entrambi si sono impegnati affinché le rispettive nazioni non vengano coinvolte in operazioni di spionaggio industriale o in furti di proprietà intellettuale. Il presidente statunitense ha anche aggiunto che, qualora dovesse essere necessario, gli Stati Uniti provvederanno ad adottare le dovute contromisure, siano esse reattive o proattive, nei confronti di individui impegnati in operazioni criminali cibernetiche[5]. Tale impegno allude probabilmente alle misure già introdotte dall’ordine esecutivo dello scorso aprile, che prevede il blocco patrimoniale per gli individui impegnati in attività informatiche malevoli[6].

Nessuna menzione, invece, riguardo alle operazioni di intelligence governative. Un risultato prevedibile, dal momento che nessun attore impegnato sulla scena internazionale è realmente interessato a rinunciare ad un simile asset strategico.

Senza ombra di dubbio, dall’incontro emergono molta retorica e poca sostanza[7]. Tuttavia c’è da evidenziare quanto, pur apparentemente privo di contenuti, l’evento concorra non solo a mettere in risalto la prolematica della sicurezza informatica, ma anche a stabilire nuovi standard di condotta. Infatti, nonostante non sia stata definita alcuna linea guida, gli impegni presi da Xi e Obama avranno necessariamente un peso qualora le relazioni bilaterali dovessero scaldarsi ulteriormente. Resta da vedere se le decisioni prese avranno una reale ricaduta anche negli affari quotidiani delle due nazioni o se gli intenti rimaranno lettera morta.

Note:

[1] http://www.anticapitalistes.net/local/cache-vignettes/L600xH418/arton4617-b1bf0.jpg

[2] http://qz.com/509683/uber-google-and-women-were-conspicuously-absent-from-the-us-china-tech-meet/

[3] http://www.washingtonpost.com/blogs/federal-eye/wp/2015/07/09/hack-of-security-clearance-system-affected-21-5-million-people-federal-authorities-say/

[4] http://geopoliticalreview.org/blog/2015/09/23/conto-alla-rovescia-per-lincontro-tra-obama-e-xi-faccia-a-faccia-per-discutere-anche-di-spazio-cibernetico/

[5] https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2015/09/25/remarks-president-obama-and-president-xi-peoples-republic-china-joint

[6] https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2015/04/01/executive-order-blocking-property-certain-persons-engaging-significant-m

[7] http://arstechnica.com/tech-policy/2015/09/analysis-china-us-hacking-accord-is-tall-on-rhetoric-short-on-substance/

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