Paesi Emergenti 16 – 22 novembre 2015

Paesi Emergenti

Il ruolo della Cina nella guerra all’ISIS dopo la strage di Parigi:

La Cina condanna nella maniera più forte gli attentati di Parigi. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha espresso ieri “la condanna nei termini più forti dei barbarici atti” di Parigi delle scorse ore in un messaggio al presidente francese, Francois Hollande. “In questo momento doloroso per il popolo francese esprimo a nome del governo e del popolo cinese e a titolo personale, la condanna nei termini più duri degli atti barbarici” che hanno colpito la capitale francese nelle scorse ore. Il presidente cinese ha poi espresso le condoglianze per le vittime e la propria vicinanza ai feriti e alle famiglie delle vittime. Nel messaggio a Hollande, Xi ha poi ribadito l’opposizione della Cina al terrorismo e la volontà di collaborare con la Francia e con la comunità internazionale per combatterlo. A poche ore dalla stage di Parigi, la Cina conferma dunque la propria volontà di proseguire le operazioni militari in Siria, alla luce anche del crescente arruolamento di cittadini cinesi tra le file dell’ISIS. Il Governo cinese sembra, dunque, voler abbandonare il suo tradizionale principio di non interferenza negli affari interni di altri Stati. Ovviamente i motivi alla base di tale decisione non possono essere esclusivamente politici. Secondo diverse fonti, il coinvolgimento di cittadini cinesi è in continuo aumento. Recentemente il Ministro degli Interni malese, Ahmad Zahid Hamidi, ha riferito che circa 300 cittadini cinesi hanno attraversato la Malesia per potersi unire alle forze dell’ISIS. Negli ultimi mesi un gruppo di combattenti dell’ISIS ha giustiziato tre militanti cinesi, che, dopo aver aderito come foreign fighter, hanno provato ad abbandonare il conflitto. Inoltre, nel mese di gennaio, le autorità cinesi hanno arrestato nella provincia dello Xinjiang 10 cittadini turchi, che si suppone gestissero un traffico di falsi passaporti. Tali passaporti erano utili a garantire l’accesso nei territori occupati dall’ISIS;

Sudafrica, dal 2016 nuove agevolazioni fiscali per il settore auto:

Diversi gruppi internazionali attivi nell’industria automobilistica hanno annunciato la loro volontà ad installarsi in Sudafrica, a seguito della decisione del Governo di Pretoria di ridurre le barriere alla manifattura domestica. A segnalarlo è il quotidiano economico sudafricano Business Day, il quale ricorsa altresì che a partire da gennaio 2016 sarà applicata un’agevolazione fiscale pari al 10% per le imprese che producono almeno 10.000 veicoli all’anno, agevolazione che sale al 18% per le industrie che produrranno più di 50.000 veicoli.

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