Paesi emergenti 30 – 6 dicembre 2015

Paesi Emergenti

Uzbekistan, una fonte di combustibili fossili ancora inesplorata:

L’Uzbekistan ha riserve di combustibili fossili pari a: gas naturale:1,6 – 1,8 tcm (trilioni di metri cubi); petrolio: 0,6 miliardi di barili; carbone fossile: 1,9 miliardi di tonnellate. Considerando le riserve attualmente conosciute ed il livello di produzione odierno, le stesse durerebbero rispettivamente 31, 22 e 95 anni. Tali volumi collocano, pertanto, l’Uzbekistan al quarto posto in Eurasia e al ventesimo a livello globale. Enormi sono le riserve ancora non accertate ma al momento non sfruttabili per la mancanza di infrastrutture. Il gas naturale occupa il primo posto nel settore energetico del Paese con un quota dell’82%. Inoltre, l’Uzbekistan intende aumentare la produzione di gas naturale fino a 66 miliardi di mc entro il 2020. Secondo gli ultimi dati disponibili il settore energetico costituisce il 7,5% del PIL e rappresenta la voce piú rilevante delle esportazioni (25%). Il consumo interno di gas naturale nel quinquennio 2010-2015 è rimasto pressoché invariato, pari a 45,5 miliardi di mc e destinato prevalentemente all’uso domestico (50%) e industriale (27%). Tali consumi comprendono anche delle dispersioni di prodotto a causa delle pessime condizioni degli impianti (2,7 miliardi di mc, 6% della produzione totale). Stime delle Banca Mondiale, pongono l’Uzbekistan, in Eurasia, in cima alla lista di chi utilizza in maniera meno proficua le proprie risorse energetiche. Tali inefficienze costano annualmente il 4,5% del PIL, circa 1,2 – 2,3 miliardi di dollari l’anno. A cio’ si aggiunge che nel 2011 l’Uzbekistan ha bruciato 1,8 miliardi di mc di “gas associato”, pari al 3% della produzione annuale uzbeka, ovvero il consumo annuale dell’Armenia;

Il Marocco punta sull’energia solare per preservare l’ambiente:

Il Marocco sta per segnare una tappa fondamentale nella propria politica energetica con la prossima realizzazione della prima fase della centrale solare di Ouarzazate, uno dei più grandi complessi del mondo. La Banca Mondiale, in un articolo pubblicato sul proprio sito internet, ha rilevato che questa fase, denominata “Noor I” permetterà di produrre energia sufficiente per più di un milione di marocchini. L’istituzione di Bretton Woods ha osservato che tale opera, la prima nel suo genere, pone il Marocco tra le “superpotenze solari” del mondo, notando come questo mega-progetto sia testimone della determinazione del Paese a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili e ricorrere ad una strategia di sviluppo a bassa intensità di carbonio a favore di uno sviluppo sostenibile.

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