KYBERNETIQ. La nuova rivista della cyber-jihad per istruire alla cyberwar

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KYBERNETIQ

La prima rivista in lingua tedesca dei mujahideen con un focus sulle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e sicurezza.

E’ molto importante per noi che i nostri fratelli e sorelle imparino la corretta gestione di software e hardware. Una volta che il progresso tecnologico e scientifico dell’Occidente sarà stato bandito come opera del demonio, avremo maggiori possibilità di distruggere il lavoro degli infedeli.

Noi musulmani possiamo trovarci nuovamente arretrati mentre continuiamo a demonizzare il progresso degli infedeli. Bisogna sapere l’enorme importanza di ciò per poter usare responsabilmente la tecnologia e utilizzarla correttamente.

Nei prossimi numeri, vogliamo anche prendere il tempo per commentare eventi attuali. Inoltre, ci saranno istruzioni scritte in modo semplice naturalmente, per avvicinare gli utenti meno esperti al software e all’hardware.

Non possiamo mettere troppa energia nel progetto perché siamo sotto pressione per il tempo. Preferiamo che il contenuto dei primi numeri sia qualitativamente superiore. Nelle edizioni successive presteremo maggiore attenzione al design. Il design era già disponibile dal 2014, ma nel frattempo molto è dovuto essere riscritto.

Della pubblicazione e distribuzione di queste informazioni importanti siamo molto contenti e accogliamo ogni traduzione dei nostri testi in varie lingue. Qualsiasi critica dei lettori è benvenuta. Ci auguriamo che le informazioni saranno distribuite anche in altre reti dai lettori.

Ogni successo viene solo da Allah. Lode ad Allah, il Re dei Re.

 

Così si apre il primo numero della nuova rivista online sulla cyber-jihad, Kibernetiq, dedicata alla crittografia e alla protezione dell’identità online, che mira ad istruire i jihadisti su come partecipare alla cyberwar contro l’Occidente. Il numero, 15 pagine, risale al dicembre 2015 e la sua diffusione è iniziata poco prima di Natale sulle piattaforme di Twitter, Telegram e justpaste.it. Ma tutto è iniziato il 21 dicembre 2015, quando un misterioso messaggio viene trasmesso sui social da sostenitori dell’IS. Il messaggio forniva una chiave PGP pubblica[1] e una breve frase scritta in lingua tedesca: «La versione 001 sarà disponibile in pochi giorni». Una settimana più tardi, un nuovo messaggio forniva la chiave per il download del documento, caricato su archive.org. Damien Bancal, fondatore di Zataz.com e specialista di cyber security, è riuscito a risalire al numero di serie del Photoshop utilizzato per comporre il file: al mese di settembre 2014 risale la creazione del PDF, poi modifiche datate il 18 e il 20 dicembre 2015.[2]

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Fonte: Zataz.com

Già dalla copertina, che mette chiaramente in parallelo un proiettile e una chiavetta USB, indicando inequivocabilmente come la cyberwar sia considerata importante al pari della ‘guerra fisica’ nella jihad, si comprende l’ispirazione del documento. La rivista è pubblicata in lingua tedesca ma, già dalla prima pagina, i lettori sono invitati a tradurre e diffondere il materiale in altre lingue e in altre reti. Non sono state avanzate rivendicazioni da parte dell’Is, anzi gli autori si sono dichiarati sostenitori ma non membri dello Stato Islamico.[3]

Secondo il gruppo autore del documento, presumibilmente tedesco, o comunque di lingua tedesca, i jihadisti dovrebbero utilizzare applicazioni come Tails[4], il sistema operativo basato su Debian (una distro Linux) votato alla protezione della privacy e all’anonimato, e Tor[5] per nascondere la propria presenza online, e in tutto il numero vengono forniti consigli e istruzioni su come mantenere l’anonimato e soprattutto come nascondere il fatto di essere dei jihadisti. Temi come Crittografare i dati in modo sicuro, Alternative a WhatsApp e Telegram o Diventare l’incubo dei servizi segreti sono spiegati in modo fruibile anche dai meno esperti.

Il primo articolo “Digital gebrandmarkt” (Digital brand) sul Mujahid branding mette in guardia dall’utilizzo di software facilmente riconducibili ad un affiliamento jihadista:

Come un fratello nell’Islam, sento il dovere, in questa era post-Snowden, di scoraggiare fortemente cripto-programmi con un marchio mujahid. Questi includono programmi come Asrar al-Mujaheddin, Amn al-Mujahid, Asrar al-Ghurabaa e varie applicazioni mobili.[6]

Nell’articolo sulla ‘possibili alternative a WhatsApp e Telegram’, gli autori sconsigliano l’uso di smartphone per messaggi importanti e appunti, e di affidarsi a supporti cartacei che poi possono essere rapidamente bruciati.

Siate attenti e sempre un passo avanti rispetto ai vostri nemici. Non siate negligenti e non inclinate verso la paranoia. Cercate di mantenere la bilancia in equilibrio.[7]

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Screenshot Kibernetic

Un’altra sezione della rivista mette in guardia sui metadati, “I metadati possono uccidere”, vengono fornite istruzioni su come non lasciare traccia, spiegando anche come le agenzie di intelligence utilizzano i metadati per rintracciare i terroristi. Nella sezione viene anche riportata una frase dell’ex direttore dell’NSA, Michael Hayden “Wir töten auf basis von metadaten!” (Uccidiamo in base ai metadati!).[8]

L’uso sconsiderato di un software specifico in grado di rivelare la vostra identità. Software con algoritmi di codifica deboli o corrotti possono trasmettervie un falso senso di sicurezza. Agite in modo poco appariscente e operate sotto i radar.[9]

citazione kibernetiq

La rivista si conclude però in modo molto particolare, con la “Prima novella Sci-Fi islamica” dal titolo Die Einheit (l’unità). Gli autori si sono impegnati, scrivono, a pubblicare un breve racconto di fantasia in ogni numero, contenente consigli e insegnamenti che dovrebbero fornire motivazione e stimoli ai musulmani di tutto il mondo.[10]

 

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Infine, un avvertimento prima di contattare la redazione, che ha un indirizzo temporaneo su rugedinbox.com: controllare che la propria linea non sia monitorata e che il proprio pc sia al sicuro da spyware. Viene inoltre fornita la chiave pubblica per inviare messaggi criptati alla redazione con la raccomandazione di creare un nuovo indirizzo mail evitando i servizi più diffusi come Gmail, Yahoo, Hotmail e di utilizzare Tor.

 

Note:

[1] Si veda: Guida Pratica a PGP, http://www.pgpi.org/docs/g_pgp952.htm#ref12

[2] D. Bancal, Kybernetiq : le nouveau journal des djihadistes, 07/01/2016, Zataz Magazien, http://www.zataz.com/kybernetiq-le-nouveau-journal-des-djihadistes/

[3] Jihadists Release Their Own Tech Magazine, 01/2016, Meet Hackers, http://www.meethackers.com/2016/01/jihadists-release-their-own-tech.html#.Vpfjr1mpfVI

[4] Tails è un sistema operativo basato su Debian GNU/Linux progettato per proteggere l’identità dell’utilizzatore. Il sistema è inoltre utilizzabile direttamente da un supporto esterno come una chiavetta Usb in modo da non lasciare nessuna traccia sul computer utilizzato, https://tails.boum.org/

[5] Tor è il noto software libero che permette la navigazione anonima dell’utente, https://www.torproject.org/

[6] Von iMujahid, Digital gebrandmarkt, Kibernetiq, n. 1, Dicembre 2015, p. 4.

[7] Ibidem, p. 7.

[8] Ibidem, p. 5.

[9] Ibidem.

[10] Ibidem, p. 13.

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