Hacker russi dietro gli attacchi alla CDU e al Bundestag

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«Il cyber spazio è un luogo di guerra ibrida, che apre nuove spazi per spionaggio e sabotaggio» (Maaßen)

Hans-Georg Maaßen, il capo del Bundesamt für Verfassungsschutz (Ufficio federale per la difesa della Costituzione tedesca), l’agenzia d’intelligence interna tedesca, ha dichiarato che dietro i recenti cyber attacchi a siti governativi tedeschi “.de” ci sarebbero hacker russi legati al Cremlino. Già nel 2015 siti governativi tedeschi erano stati bersaglio dello stesso genere di attacchi, quando furono trafugati 15GB di dati riservati dal Bundestag, che però questa volta vengono attribuiti al gruppo Sofacy / APT 28 situato in Russia.

Ora è anche emerso che un altro gruppo, legato a Sofacy / APT28, Pawn Storm, avrebbe attaccato il sito della CDU, il partito della cancelliera Angela Merkel, reindirizzando gli utenti su un sito web falso per carpire i loro dati e inviare messaggi apparentemente innocui invitando altri utenti a visitare le pagine infettate per diffondere il software dannoso.

Ma le maggiori preoccupazioni sono rivolte ai dati che potrebbero essere stati sottratti dai server del Parlamento federale, gli attacchi infatti erano mirati a carpire informazioni su infrastrutture critiche, come le centrali elettriche:

«La sicurezza delle informazioni del governo, sia che riguardino l’amministrazione, l’economia, la scienza e la ricerca sono costantemente minacciate, questo è particolarmente vero per le infrastrutture critiche del paese» ha dichiarato Maaßen

L’attacco al Bundestag aveva infatti lo scopo di installare un software che avrebbe consentito agli attaccanti di accedere in modo permanente ai PC utilizzati dal personale parlamentare e dai deputati.

Per i servizi tedeschi inoltre, queste azioni sarebbero anche ricollegabili a quanto accaduto a dicembre 2015 con lo spegnimento delle centrali elettriche ucraine.

Thomas Jarzombek, CDU, ha dichiarato:

«Non dobbiamo prendere alla leggera queste azioni da parte della Russia … Se una nazione impegna un’altra sistematicamente in questo modo, ci deve essere una reazione … Dobbiamo essere in grado di rispondere nello stesso modo in caso di emergenza.»

Ma al momento, per il deputato, si preferiscono i canali diplomatici, seppur con messaggi chiari. Anche se la Russia non ha ancora risposto su quanto affermano i servizi tedeschi. Intanto la Germania si doterà di 13.500 specialisti per proteggere il proprio cyberspazio.

 

 

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