RECENSIONE. Italia Potenza Regionale – di G. Abbondanza

ABBONDANZA, Italia potenza regionale. Il contesto africano dall’unità ai nostri giorni, Aracne, 2016 (Nazionalismi, storia e geopolitica. Collana di studi storici e politico-sociali, n.3)

 

Copertina-IPR-mediaGabriele Abbondanza, esperto di politica estera italiana e australiana e politologo per diverse importanti emittenti radio-televisive italiane e australiane, dopo aver analizzato il ruolo geopolitico dell’Australia, con il libro “La geopolitica dell’Australia nel nuovo millennio” (Aracne, 2013, edito in italiano e inglese), dedica il suo nuovo libro ad un’attenta analisi della geopolitica italiana come potenza regionale, contestualizzando la ricerca nell’arco temporale che va dall’unità nazionale del 1861 ai giorni nostri. L’opera colma, a mio avviso, una grave mancanza nella trattazione accademica geopolitica del nostro Paese, che concentra maggiormente la sua attenzione all’estero quando si parla di geopolitica, tralasciando spesso lo studio approfondito di una geopolitica italiana. Eppure il ruolo geopolitico del nostro Paese, come emerge chiaramente dalle pagine di questo libro, è di fondamentale importanza ed equilibrio non solo per la regione mediterranea, ma anche per l’intero sistema internazionale.

Tradizionalmente gli Stati vengono suddivisi in base al tipo di influenza che sono in grado di esercitare sia sul sistema internazionale sia sulla regione geografica di cui fanno parte, in questo studio l’Autore, partendo dall’analisi comparata della classificazione degli Stati nel sistema internazionale che, da Giovanni Botero a Flemes fino a Huntington e Østerud, ci fornisce una chiara collocazione dell’Italia tra le più interessanti potenze regionali del nostro secolo. La posizione geografia dell’Italia, al centro del Mar Mediterraneo, la sua funzione di «ponte tra la civiltà occidentale, Paesi del Maghreb e Medio Oriente» e la forte influenza che ha esercitato sulla vastissima area africana del Crono d’Africa e in Libia a cavallo dell’ultima guerra mondiale, sono al centro dell’analisi geopolitica dell’Autore che con quest’opera intende illustrare in che modo e in base a quali processi si sta modificando il ruolo dell’Italia come potenza regionale nel Mediterraneo e nel Corno d’Africa.

Con la rielaborazione in chiave moderna del concetto di Mare nostrum da parte dei movimenti nazionalisti italiani, fin dall’unità in Italia si svilupparono le mire espansionistiche che si sarebbero dispiegate a cavallo del secolo entrante e durante le due guerra mondiali. A questa elaborazione si affiancò quella del concetto di Grande Italia, anch’esso frutto del pensiero nazionalista in epoca unitaria, fondato sull’idea di estendere il dominio italiano sui territori limitrofi e nelle comunità italofone in Africa Entrambe furono inglobate ed adattate alle esigenze geopolitiche del regime fascista, che arrivò a disegnare un piano espansionistico che si estendeva da Nizza ai Balcani, dal Kenya alla Corsica. Come sappiamo, molta parte di questo piano non fu mai attuata, o solo temporaneamente, tuttavia all’inizio del 1941, l’Impero italiano raggiunse la sua massima estensione territoriale che superava i 4 milioni di chilometri quadrati.

impero-italiano

Le ambizioni geopolitiche italiane terminarono seccamente con la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, che diede inizio al processo di decolonizzazione e alla Guerra Fredda. Ma nel mutato contesto geopolitico l’Italia riuscì comunque a mantenere alcuni rapporti con le ex colonie, soprattutto con la Libia, che tuttavia furono tesi fin dai primi anni del dopoguerra, per poi rinsaldarsi durante il governo Berlusconi.

Più recentemente invece, il relativo equilibrio raggiunto negli anni del dopoguerra è stato nuovamente scosso dall’insorgere dei movimenti di protesta ribattezzati Primavere Arabe, in cui l’Italia ha ricoperto, per via della sua posizione strategica nel Mediterraneo e degli intensi rapporti con il mondo arabo, un ruolo fondamentale, soprattutto al momento del discusso intervento militare in Libia.

Ad arricchire l’opera, oltre a decine di bellissime carte, tabelle e schemi a supporto della componente quantitativa della ricerca, due interviste inedite a due personalità di primo piano nella politica estera del nostro Paese, il Generale Vincenzo Ruggero Manca, con il quale l’Autore approfondisce la vicenda della Strage di Ustica, e l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata con il quale l’Autore discute in modo appassionante dei maggiori eventi della geopolitica italiana degli ultimi anni.

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