Paesi Emergenti 15 – 21 maggio 2016

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Kenya, futuro leader del settore petrolifero africano:

Negli ultimi anni il Kenya si sta affermando, sempre di più, come leader africano nel settore petrolifero. Recentemente, la compagnia petrolifera inglese Tullow Oil Plc (TLW) ha raddoppiato le proprie stime sulle risorse petrolifere delle aree di competenza keniane, sostenendo di aver compiuto due nuove scoperte nel nord del Kenya che aumentano le prospettive per trasformare la più grande economia dell’Africa orientale in un esportatore di petrolio. Grazie ai nuovi giacimenti di Amosing e Ewoi, le risorse superano ora i 600 milioni di barili. Il Kenya potrebbe diventare il primo esportatore di petrolio dell’Africa orientale già nel 2016 e la Tullow e il proprio partner locale Africa Oil Corp. (AOI) continuano ad esplorare il bacino Lokichar nel nord del paese. La Tullow, che lavora con la francese Total SA e la cinese Cnooc Ltd. al fine di sviluppare i campi petroliferi nel Bacino del Lago Alberto, nel vicino Uganda, ha in programma di unire le esportazioni di petrolio provenienti dai due paesi attraverso una rete di oleodotti;

Mozambico, accordi con Cina e World Bank per accelerare la crescita economica:

E’ stata approvata la concessione di un prestito del valore di 10 milioni di dollari dalla Banca Mondiale per sostenere il miglioramento del business environment in Mozambico al fine di facilitare il commercio nel Paese. A segnalarlo è lo stesso istituto finanziario internazionale, specificando che il prestito è stato concesso al governo di Maputo nell’ambito del Programma accelerato per l’integrazione economica (APEI) che sarà concentrato sul rimuovere le barriere al commercio promuovendone i servizi. In particolar modo, le attività saranno destinate a ridurre le barriere non-tariffarie al fine di facilitare il commercio trans-frontaliero con gli altri Paesi della regione dell’Africa australe al fine di incentivare la produzione e incrementare la sicurezza alimentare. Contemporaneamente, è allo studio un altro strumento di finanziamento da parte della Banca Mondiale al governo del Mozambico per progetti di adattamento ai cambiamenti climatici da realizzare nella regione centrale di Sofala. Nel frattempo, le imprese mozambicane National Hydrocarbon Company e Profin Consulting, la sudafricana Sacoil e la cinese China Petroleum Pipeline Bureau controllata da Cnpc, hanno firmato un accordo di cooperazione per la costruzione di una nuova pipeline da 2.600 chilometri. Il costo dell’infrastruttura e’ stimato in 6 miliardi di dollari. La nuova infrastruttura, trasportera’ il gas naturale estratto nel bacino di Rovuma, nel nord del Paese, all’hub industriale di Gauteng, in Sud Africa e aiutera’ il Sud Africa a soddisfare la crescente domanda di elettricita’. La pipeline rifornira’ anche le regioni del Mozambico attraversate e altri Paesi della Comunita’ di sviluppo sud-africana, come Malawi, Zambia, Zimbabwe, Botswana, Lesotho e Swaziland.

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