Artico nuove tensioni a nord del pianeta

Artico

*articolo a cura di Lorenzo Maria Bruno, tirocinante presso Alpha Institute of Geopolitics and Intelligence

La regione artica è, a dispetto dell’ostilità che il territorio suscita nell’immaginario collettivo, un’area di grande interesse per le grandi potenze. Diverse nel corso degli anni sono state le rivendicazioni su questo territorio da parte degli Stati che si affacciano sull’area, rivendicazioni che sono state portate avanti per tentare di avere successivamente un viatico preferenziale per l’estrazione di idrocarburi e lo sfruttamento di rotte commerciali. Conseguentemente a queste pretese, si è creata una situazione di tensione che coinvolge molti di questi Paesi. In virtù dell’importanza strategica della regione artica, la Russia ha deciso in autonomia di militarizzare alcune zone interne e aree costiere ritenute da loro di interesse nazionale in opposizione alle ormai frequenti esercitazioni della Nato.

Il primo dicembre del 2014 Vladimir Putin ha ufficializzato la formazione del nuovo Comando Strategico Unificato Nord, la cui area di competenza è proprio l’Artico. Si stima che il completamento di tale progetto possa arrivare entro il 2018 ed alle sue dipendenze ci sarà, tramite l’assegnazione di nuove unità e la costruzione di nuovi siti, la Flotta del Nord, che già dispone di diverse basi nella penisola di Kola. Il Presidente russo ha dato quindi il via ad un programma avente lo scopo di ripristinare numerose basi militari principalmente nel Nord della Russia e sono state, di conseguenza, rese nuovamente operative dieci basi aeree cadute in disuso dopo la caduta dell’URSS. Entro la fine del 2016 sarà riportata a piena efficienza la base di Nagurskoye che ha visto la necessità di un esborso economico di circa 57 milioni e la costruzione di una nuova pista d’atterraggio. Sono in corso altri lavori per la ristrutturazione ed il potenziamento delle installazioni sull’isola di Novaya Zemlya, che consisteranno, nella già esistente base aerea, in nuove strutture per la Flotta del Nord e in sistemi di difesa aerea S400. Proprio l’area di Novaya Zemlya venne destinata nel 1954 dall’URSS ad essere il più grande poligono atomico del mondo e infatti ,fra il 1954 e il 1990, furono fatte esplodere nell’atmosfera o in tunnel sotterranei oltre 200 bombe atomiche. Oltre ai test sulla balistica atomica vennero condotti un esperimento e numerosi test sulla più potente bomba ad idrogeno mai fatta detonare: la bomba Tsar. Per comprendere la portata distruttiva dell’ordigno si può un paragone con la bomba nucleare sganciata a Hiroshima, durante la Seconda Guerra Mondiale, la bomba Tsar è stata stimata come 3800 volte più distruttiva di quella di Hiroshima.

Nel marzo del 2016 la Nato ha avviato una missione denominata Cold Blade che ha come obiettivo quello di testare l’efficienza degli equipaggi, degli squadroni di elicotteri da soccorso e da combattimento e soprattutto delle procedure miliari in ambienti estremi e ostili. La missione si divide in due ulteriori parti: la Northern Griffin ed Eno. Con la Northern Griffin si vedrà l’entrata in azione delle teste di cuoio finlandesi, estoni e degli statunitensi concentrate su attività di sopravvivenza, ricognizione e combattimento, mentre durante la seconda fase, Eno, verranno utilizzati gli elicotteri finlandesi MD-500 all’opera nell’area della Lapponia nord occidentale.

Riprendendo in esame la Russia è necessario sottolineare come alcuni sottomarini strategici classe Borei, in servizio con la Flotta del Nord, sono stati assegnati alla forza di allerta permanente. Questi sommergibili di quarta generazione classe Borei comporranno la spina dorsale del deterrente nucleare strategico della marina russa. Proprio l’Ammiraglio comandante della Flotta del Nord, Nikolai Yevmenov, ha dato comunicazione di questa notizia ed ha aggiunto che i sottomarini strategici effettueranno delle regolari missioni di pattugliamento nell’Artico e se necessario metteranno a frutto una serie di test per migliorare la capacità di reazione dell’intera flotta. La Russia all’interno della sua potenza navale proiettabile nell’artico vede la presenza di navi rompighiaccio a propulsione nucleare, con questa tecnologia si conferisce alla stessa nave una maggior autonomia e dunque un lavoro più duraturo senza far ritorno in porto. Questa tipologia di navi, di progettazione e costruzione russa, sono state create per la necessità che ha il Paese di utilizzarle nel Mar Glaciale Artico durante tutto l’anno, o durante gran parte di esso, affinchè possano essere portati a termine gli impegni commerciali. I rompighiaccio che ad oggi vengono utilizzati appartengono a due classi differenti: Arktika e Taimyr. I rompighiaccio che appartengono alla prima classe vengono utilizzati per mantenere aperti durante tutto l’anno i collegamenti con le città della Russia Artica mentre i rompighiaccio della classe Taimyr sono stati costruiti per operare in acque basse, e sono solitamente usati sul fiume Enisej.

Seppur non ci siano conferme ufficiali ne da parte dei russi, ne da parte delle strutture militari americane,  il National Interest rende noto che la Russia sta testando un missile, lo “Zirkon”, che dovrebbe raggiungere la velocità di crociera di circa 2100 m/s ben 5 volte superiore alla velocità del suono.

Sarebbe così il missile ipersonico che possiede le caratteristiche più all’avanguardia dell’intero globo e se queste verranno confermate, il missile sarà inattaccabile per i sistemi anti-missilistici statunitensi. Questi vettori balistici verranno posti in un primo momento sulle corazzate atomiche “Admiral Nakhimov” e “Peter Velikij” e in seguito sui sottomarini. Oltre a questi test sullo Zirkon, la Russia ha predisposto un sistema di missili terra-aria S-400 nell’ arcipelago di Novaya Zemlya e precisamente nella base aerea presente a Rogachevo. Gli S-400 sono dei missili impiegati dal Cremlino anche in Siria che hanno la capacità di rilevare e di abbattere un caccia F-22 Raptor ed i velivoli stealth F-117 e B-2. All’interno della regione artica l’importanza e il ruolo che l’S-400 svolge è quello di garantire uno spazio aereo privo di minacce per Mosca dato considerando che molti velivoli e missili di ultima generazione non riuscirebbero a eludere questo sistema difensivo.

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