Canada: sicurezza, nuove minacce e cambi di governo

Canada

*articolo a cura di Lorenzo Maria Bruno, tirocinante presso Alpha Institute of Geopolitics and Intelligence

Il Canada è uno dei partner, insieme agli Usa, più stretti e antichi dell’Unione Europea. Sin dagli anni ’50 sono state intraprese delle trattative volte a stabilire dei rapporti di interesse sia economico-commerciale che strategico-militare tra Canada e UE. Collaborano dunque su materie quali ambiente, cambiamenti climatici, sicurezza energetica e stabilità regionale. Il Canada sappiamo che collabora con l’Ue per il corretto svolgimento delle attività svolte nel quadro della PSDC dell’UE (le missioni di polizia dell’UE in Afghanistan e nei territori palestinesi). Nel corso degli anni più recenti le relazioni sono state portate avanti ed intensificate fino ad arrivare negli anni 2013-2014 a svolgere dei negoziati che hanno portato alla stipulazione della CETA (accordo economico commerciale globale) e dell’APS (accordo di partenariato strategico). Con il primo si mira ad abolire il 99% dei dazi doganali e molti altri ostacoli per le imprese e rilanciare il commercio, rafforzare le relazioni economiche e creare nuovi posti di lavoro. Con il secondo, invece, si perseguono due obiettivi quali l’approfondimento dei legami politici e della cooperazione su questioni di politica estera e di sicurezza e l’incremento della cooperazione in un grande numero di ambiti strategici oltre a quello commerciale ed economico.

Proprio le fitte relazioni esistenti tra il Canada, gli Stati Uniti e l’UE, fanno si che anche il Canda possa annoverare tra le sue principali minacce, verificabili e verificatesi nel suo territorio, quelle legate ai fenomeni terroristici. Sebbene non siano stati certamente frequenti come gli attacchi perpetrati in Europa soprattutto contro la Francia e gli Stati Uniti d’America, assumono una notevole rilevanza gli atti compiuti in territorio canadese nel 2014. Il 22 ottobre 2014 il fondamentalista islamico Michael Zehaf-Bibeau uccide il soldato Nathan Cirillo, di guardia al National War Memorial di Ottawa. Successivamente, Martin Rouleau uccise un militare canadese investendolo con la propria auto a Saint-Jean-sur-Rihelieu, una cittadina del Quebec. Ambedue sono stati freddati subito dopo dalle forze dell’ordine: Bibeau, è stato ucciso dagli agenti di sicurezza al termine di una sparatoria, dopo aver fatto irruzione nel Parlamento, e Rouleau freddato subito dopo l’investimento. Rouleau era nella stessa lista nera degli elementi a rischio terrorismo in cui si è scoperto poi essere inserito anche Michael Zehaf-Bibeau

Questi attacchi stupiscono ma non sorprendono soprattutto in relazione alle tempistiche in cui sono avvenuti. Pochi giorni prima il Parlamento canadese, sotto la guida dell’allora Primo Ministro Stephen Harper, aveva approvato i bombardamenti aerei contro le postazioni dello Stato Islamico in Iraq, fornendo il proprio sostegno alla coalizione guidata dagli Stati Uniti. Il primo bombardamento canadese ha visto impiegati due aerei CF-18 ed è avvenuto nei pressi di Raqqa, roccaforte dell’IS, il 9 aprile 2015. L’obiettivo preciso del raid aereo era una ex base militare siriana occupata dalle milizie dello Stato Islamico. È stato quindi il Canada sempre in prima linea per la lotta al terrorismo ed è stato tra i primi Paesi a inviare migliaia di soldati in Afghanistan per lo smantellamento delle basi di al-Qaeda e la contestuale neutralizzazione dei gruppi talebani che offrivano sostegno alla rete creata da Osama Bin Laden, e tra i primi a tentare di arginare il pericolo del Califfato. Almeno fino alla vittoria di Justin Trudeau, che il 4 novembre 2015 è divenuto il ventitreesimo Primo Ministro canadese. Il Canada infatti, come affermato da Trudeau, ha cessato i suoi attacchi durante la fine di febbraio 2016 e i raid sono stati sostituiti da una missione umanitaria da circa 602 milioni che saranno investiti in cibo, assistenza sanitaria, alloggi e rifornimento d’acqua, come riportato in un documento ufficiale.

In materia di sicurezza interna, al fine di limitare la portata e il numero di attacchi terroristici in terra canadese, il Parlamento, durante gli anni duemila, ha approvato due provvedimenti. Il 18 settembre 2001 ha approvato l’Anti-Terrorism Act (Bill C-36) in seguito agli attentati dell’11 settembre alle Torri Gemelle di New York. Questo atto vede perseguire da parte del Parlamento canadese finalità ben precise: la necessità di agire in via preventiva, rinforzando i controlli alle frontiere e intervenendo sulla normativa di immigrazione per evitare l’eventuale e possibile formazione di nuclei terroristici interni; l’implementazione di misure straordinarie utili all’identificazione, al perseguimento, alla reclusione e alla condanna dei terroristi; controlli più intensi al fine di garantire la sicurezza del confine con gli Stati Uniti, in modo che l’economia canadese, fortemente legata agli scambi con gli USA, risenta il meno possibile della situazione di emergenza e le attività di commercio legittimo possano andare avanti in modo agevole; infine, l’Esecutivo afferma l’intenzione di collaborare attivamente con la Comunità internazionale per assicurare i terroristi alla giustizia ed eliminare le cause del terrorismo alla radice. Nel 2015 in seguito agli attentati precedentemente descritti avvenuti nell’ottobre 2014 il parlamento ha deciso di intervenire nuovamente attraverso la legge C-51 adottando delle misure volute dal governo dell’allora Primo Ministro Harper che hanno l’obiettivo di rafforzare l’autorità dei servizi segreti- Canadian Security Intelligence Service– che avrebbe il compito di condividere  informazioni con le altre agenzie e organismi di Stato, canadesi e stranieri, al fine di formare una rete nazionale e internazionale investigativa; ma anche la possibilità di incarcerare preventivamente individui sulla base di soli sospetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattro × 3 =