Il sistema THAAD al centro di tensioni nella penisola coreana

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*articolo a cura di Elvio Rotondo

La colonnina di mercurio del termometro delle tensioni nella penisola coreana comincia a salire così come il grado di sfiducia nelle relazioni tra Stati Uniti-Cina-Russia dovuto soprattutto alla notizia del dispiegamento di un sistema di difesa missilistica sul territorio sudcoreano.

Un comunicato stampa del Dipartimento della Difesa americano, rilasciato il 7 luglio, sulla base di recenti consultazioni, riferisce che Stati Uniti e Corea del Sud hanno deciso di schierare una batteria per la difesa missilistica, il Terminal High-Altitude Area Defense (THAAD) come misura difensiva per garantire la sicurezza del territorio sudcoreano dalle armi di distruzione di massa e dalle minacce di missili balistici della Corea del Nord.

Il THAAD è un missile intercettore in grado di cacciare e colpire missili in arrivo con un tasso di successo del 100%, può viaggiare ad una velocità superiore a Mach 8, collocandolo nella categoria “ipersonico”. In poche parole, si tratta di uno dei più avanzati sistemi di difesa missilistici sulla Terra. Un suo eventuale futuro dispiegamento in Corea del Sud sarebbe motivo di preoccupazione per Pechino e Mosca.

E’ molto efficace contro le minacce asimmetriche di missili balistici a breve e medio raggio nella fase terminale del loro volo e utilizza la tecnologia hit-to-kill per distruggere un bersaglio in arrivo. Secondo il sito Missilethreat.com, il THAAD è in grado di intercettare i missili in arrivo sia all’interno che appena fuori dall’atmosfera terrestre il che rende difficile per i missili nemici lanciare contromisure per ingannare l’intercettore THAAD.

Oltre a eliminare l’inganno, l’intercettazione ad alta quota mitiga gli effetti delle armi di distruzione di massa prima che raggiungano il suolo.

Ha un raggio di 200 km e può raggiungere un’altezza di 150 km. Gli Stati Uniti hanno già schierato il sistema a Guam e nelle Hawaii come misura contro potenziali attacchi dalla Corea del Nord.

Nel mese di febbraio era stata annunciata anche la presenza di una batteria di missili Patriot provenienti dal Texas in Corea del Sud. La batteria andava ad aggiungersi all’altro sistema di difesa missilistica operativo (Patriot) già presente in Corea del Sud.

In risposta alla continua minaccia rappresentata dalla Corea del Nord, (che ha condotto una serie di test missilistici e nel mese di gennaio ha svolto il suo quarto test nucleare, nonostante il veto delle Nazioni Unite), gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno condotto, dall’inizio di febbraio, consultazioni formali in merito alla fattibilità di schierare una batteria THAAD, gestita dalle forze americane in Corea (USFK), come misura per migliorare la postura di difesa missilistica dell’alleanza Stati Uniti-Sud Corea. (Attualmente, gli Stati Uniti mantengono 28.500 soldati in Corea del Sud, un retaggio della guerra di Corea 1950-1953.)

La decisione ha causato una brusca e rapida protesta dalla vicina Cina.

“Questa è una decisione importante” ha detto in un comunicato il Generale Vincent Brooks, comandante delle forze statunitensi in Corea del Sud, “il continuo sviluppo di missili balistici e di armi di distruzione di massa della Corea del Nord porta l’alleanza a prendere queste prudenti misure di protezione per rafforzare la nostra … difesa missilistica.”

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud stanno lavorando a stretto contatto per garantire il rapido dispiegamento del sistema THAAD, che dovrà essere operativo al massimo entro la fine del 2017.

Secondo la dichiarazione stampa, il sistema THAAD sarà focalizzato esclusivamente sulle minacce nucleari e missilistiche provenienti dalla Corea del Nord e non sarà diretto verso nazioni terze.

Il 13 luglio scorso, il Ministero della Difesa della Corea del Sud ha fatto sapere che sarebbe stato individuato il sito della batteria THAAD, presso una base aerea che attualmente ospita missili e un radar su una montagna a Seongju, che si trova a circa 135 miglia a sud est di Seoul. L’unità che al momento è ospitata nella base verrebbe spostata altrove.

Il Ministero ha fatto sapere che il dispiegamento a Seongju permetterà ai missili intercettori del sistema Thaad di proteggere circa i due terzi del paese dai missili nordcoreani. Aggiungendo che il sistema radar sarebbe stato posizionato in modo tale che i suoi potenti segnali non costituissero una minaccia per la salute umana, un’assicurazione che gli abitanti dei villaggi nell’area di Seongju non avrebbero accettato. I residenti temono che il dispiegamento del sistema nell’area minacci la loro salute e rovini la loro economia agricola.

L’annuncio del dispiegamento è arrivato il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno messo nella lista nera il leader nordcoreano Kim Jong Un per violazioni dei diritti umani. La Corea del Nord ha definito questo atto come “una dichiarazione di guerra” e ha promesso una dura risposta. Ha minacciato non meglio specificate “contromisure fisiche” contro il Thaad, che ha definito come parte di un piano americano per costruire “una versione asiatica della NATO” per garantirsi l’egemonia militare nella regione.

Il 19 luglio sono stati lanciati 3 missili dalla regione Hwangju, Provincia del Nord Hwanghae (Corea del Nord), volando per circa 500 – 600 km, secondo quanto riferito dai militari sudcoreani.

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che due dei tre missili lanciati erano Scud a corto raggio, mentre per il terzo si presume fosse un Rodong a medio raggio.

Anche Pechino ha presentato un reclamo agli ambasciatori degli Stati Uniti e della Corea del Sud per la decisione relativa al THAAD. La Cina ha anche criticato la decisione di imporre sanzioni al suo alleato la Corea del Nord.

La Cina ha detto che l’installazione del sistema di THAAD andrebbe a destabilizzare l’equilibrio della sicurezza regionale senza riuscire ad ottenere la fine del programma nucleare della Corea del Nord. La Cina è il principale alleato della Corea del Nord, ma si oppone al programma di armi nucleari sostenendo le nuove e dure sanzioni delle Nazioni Unite contro Pyongyang.

Il Ministero della Difesa cinese, in un comunicato sul suo sito web, ha riportato che “la Cina prenderà in considerazione l’adozione di misure necessarie per mantenere la sicurezza strategica nazionale e l’equilibrio strategico regionale”.

La decisione di dispiegare il THAAD è l’ultima mossa per fare pressione sulla sempre più isolata Corea del Nord, ma la Cina si preoccupa del sistema radar perché sarà in grado di monitorare le proprie capacità militari. Il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi ha riferito che “il sistema THAAD eccede di gran lunga la necessità di difesa della penisola coreana e metterà a repentaglio gli interessi dal punto di visto della sicurezza di Cina e Russia, frantumando l’equilibrio strategico regionale e scatenando una corsa agli armamenti”.

La Cina aveva cercato di convincere il Presidente sudcoreano Park a considerare gli interessi di Pechino con la richiesta di adeguamenti tecnici al sistema, che limiterebbero il grado di penetrazione del radar in Cina, secondo Wu Xinbo, direttore del Centro Studi Americani presso la Fudan University di Shanghai, che ha aggiunto che tali modifiche non sono state fatte.

L’agenzia di stampa Interfax riporta che anche la Russia si oppone al dispiegamento del sistema in Corea del Sud. Il suo Ministero degli Esteri prenderà in considerazione il dispiegamento in Corea del Sud del sistema THAAD nella pianificazione militare di Mosca. Ma Stati Uniti e Corea del Sud sostengono che queste misure sono necessarie a seguito dell’intensificarsi delle minacce del Nord.

Anche il Giappone sta valutando di integrare il livello di difesa missilistica balistica, (a bordo di cacciatorpediniere Aegis nel Mar del Giappone e dei suoi missili Patriot a terra) con il THAAD.

Il vice capo di gabinetto giapponese, Koichi Hagiuda, ha detto che Tokyo ha sostenuto il dispiegamento coreano”, perché rafforza la sicurezza nella regione.”


Elvio Rotondo è Country Analyst e Blogger del 38esimoparallelo.com. Collabora con il think tank internazionale e rivista di geopolitica “Il Nodo di Gordio”. Articoli pubblicati anche su “Il Giornale.it” e sulla rivista online di politica, strategia ed economia “Affari Internazionali”.

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