L’importanza strategica di Guam per gli USA

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di Elvio Rotondo

Molti ricorderanno l’isola di Guam per la storia di tre soldati giapponesi che, nel 1944, quando le forze Usa invasero l’isola e i giapponesi si ritirarono, si rifugiarono all’interno, nella giungla che circonda le cascate, trasformando una semplice e angusta grotta in un luogo in cui nascondersi dalle forze d’invasione. In questo modo i tre non seppero mai della fine della Guerra, due di loro morirono di intossicazione alimentare mentre l’ultimo, l’intrepido Yokoi, sopravvisse per 28 anni, e fu ritrovato nel 1972, da un agricoltore locale. Guam è anche una delle principali destinazioni turistiche del Pacifico occidentale. La ricca cultura Chamorro di Guam attira visitatori asiatici ma anche europei. L’isola è lunga circa 36 miglia, larga da 6 a 12 miglia con una popolazione di circa 160.000 persone e i suoi residenti sono cittadini statunitensi in quanto Guam è un territorio non incorporato degli Stati Uniti.

Oggi l’isola, base fondamentale per le operazioni militari americane nel Pacifico, è spesso menzionata dai media in relazione alle continue minacce della Corea del Nord e delle recenti dispute territoriali nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. L’isola di Guam si trova a circa 3.300 miglia a ovest delle Hawaii, e 1.500 miglia a est delle Filippine e a sud del Giappone, i comandanti americani la definiscono “una portaerei permanente”. L’isola ospita diverse strutture militari statunitensi, suddivise tra assetti della Marina e dell’Aviazione. Sull’isola è presente una delle più importanti basi aeree della regione del Pacifico che, proprio grazie alla sua strategica posizione geografica, consente un rapido accesso ai mezzi dell’aeronautica e della marina ai potenziali focolai nelle Coree e nel Mar Cinese. Chiunque controlli Guam ha accesso alla Cina a ovest, alle Hawaii e al Nord America a est, al sud-est asiatico a nord e al Giappone a sud. La sua più grande installazione militare, la base dell’’aviazione di Andersen, nella parte settentrionale dell’isola, è stata utilizzata da bombardieri B-52 durante la guerra del Vietnam nei primi anni 70. Le acque al largo di Guam sono teatro delle principali esercitazioni della Marina degli Stati Uniti.

Durante la guerra fredda le basi militari a Guam sono state un deterrente per l’Unione Sovietica, parte di quella strategia americana di schieramento avanzato attorno ai confini dell’Asia. L’America ha utilizzato Guam per ospitare sottomarini nucleari, bombardieri a lungo raggio, grandi strutture per la raccolta di informazioni elettroniche, e depositi di armi convenzionali e nucleari. Le sue installazioni militari sono tra le più importanti basi statunitensi nel Pacifico. Infatti, l’isola, insieme alle basi in Giappone e Corea del Sud, rappresenta un punto chiave della struttura militare americana dell’area alla luce dell’assertività della Cina nel Mare Cinese Orientale e Meridionale e della politica sempre più aggressiva della Corea del Nord.

La base della marina statunitense a Guam ha strutture intorno al porto di Apra, naturale ancoraggio in acque profonde, sulla costa occidentale. Dalla fine della seconda guerra mondiale, e lentamente nel corso degli anni, questa base navale si è evoluta, espandendosi e contraendosi in base alle necessità dei vari conflitti come quelli di Corea e Vietnam. La Base navale di Guam oggi è sede di numerosi Comandi della Marina degli Stati Uniti e presto sarà in grado di ospitare molti più sottomarini e cacciatorpediniere.

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Nel 2009, la base navale di Guam e la Base dell’Air Force Andersen di Guam sono state fuse nella Joint Region Marianas. La Base navale di Guam è un’installazione consolidata della Marina con componenti in tutta l’isola. La base è la sede del comando navale delle Forze navali delle Marianne, del comando del 15esimo squadrone sottomarini, della Guardia Costiera, Settore di Guam, e dell’Unità 1 del Naval Special Warfare. La base supporta altri 28 comandi e decine di unità operative a sostegno del commando del Pacifico, della flotta del Pacifico, della Settima e Quinta Flotta degli Stati Uniti. La base dell’Air Force Andersen ospita l’unità del 36° Wing, la cui missione è di sostenere le forze aeree e spaziali dell’Aviazione degli Stati Uniti, le forze aeree straniere di Andersen e le unità di supporto assegnate alla base.

Un’altra parte della build up difensiva a Guam è iniziata nel mese di aprile 2013, quando gli americani hanno cominciato a trasferire, nella base dell’Air Force Andersen, un sistema di difesa missilistico balistico, il Terminal High-Altitude Area Defense (THAAD), e soldati addetti al sistema. A indurre l’installazione del sistema THAAD sull’isola sono state le reiterate minacce provenienti dalla Corea del Nord. All’epoca, visto il numero limitato di sistemi THAAD disponibili, l’installazione doveva essere temporanea ma il governatore di Guam, Calvo, chiese che il sistema fosse mantenuto in maniera permanente sull’isola. La Task Force Talon, dal 2013, coordina il THAAD, sistema in grado di abbattere missili balistici dentro e appena fuori dell’atmosfera. Esso utilizza la tecnologia hit-to-kill. Le batterie di fuoco ruotano da Fort Bliss, in Texas a Guam con turnazioni annue.

Gli Stati Uniti hanno schierato a Guam, nei primi giorni del mese di agosto, per la prima volta in dieci anni, i bombardieri a lungo raggio B-1, accompagnati da 300 aviatori. L’aviazione degli Stati Uniti ha riferito che i bombardieri sono stati schierati presso la base Andersen, per sostituire temporaneamente (secondo il sito dell’Air Force) i bombardieri B-52, dispiegati sull’isola come parte della presenza militare continua nella regione Asia-Pacifico. Il 10 agosto, l’Aviazione degli Stati Uniti, secondo quanto annunciato dall’Air Force USA, ha inviato bombardieri Stealth B-2 Spirit a Guam per unirsi ai non stealth B-52 Stratofortresses e ai B-1 Lancers. Deborah Lee James, il segretario dell’Air Force, ha descritto il dispiegamento come una “preziosa occasione per gli equipaggi dei bombardieri di integrarsi e addestrarsi insieme, così come anche con i nostri alleati e partner nella regione in una molteplicità di missioni.” Il 12 settembre scorso, in risposta al recente test nucleare da parte della Corea del Nord,  due bombardieri strategici (B-1B) degli Stati Uniti, partiti dalla base di Andersen, hanno condotto addestramento con aerei da combattimento della Japan Air Self Defense Force (JASDF). In seguito, i bombardieri USA hanno condotto un volo a bassa quota nelle vicinanze di Osan, Corea del Sud, assieme a aerei da combattimento della Corea del Sud (F-15) e degli Stati Uniti (F-16),

Si tratterebbe di una straordinaria dimostrazione di forza nella regione del Pacifico. E’ la prima volta in assoluto che gli USA schierano tutti e tre i tipi di bombardieri pesanti sull’isola in una sola volta. Va da se che la presenza contemporanea dei bombardieri sull’isola è volta a contrastare le minacce sempre più preoccupanti provenienti dalla Corea del Nord oltre a osteggiare quelle che sono le rivendicazioni cinesi nel Mar Cinese orientale e meridionale.

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