La nuova politica di cooperazione tra Italia e ASEAN: Il caso della Repubblica di Singapore e della repubblica Socialista del Vietnam

Di Valentina Romoli

Nel Novembre dello scorso anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato il primo Capo di Stato di un Paese europeo a visitare il Segretariato dell’ASEAN (Assiociation of Southeast Asian Nations) ed incontrare il suo Segretario Generale, Le Luong Minh.

Nel corso dell’incontro il Presidente ha riconosciuto l’ottimo rapporto che l’Italia intrattiene con l’Organizzazione Internazionale ed i suoi stati membri, esprimendo anche fiducia nel fatto che la sua visita ai paesi della regione vada a contribuire al miglioramento dei rapporti, le cui immense potenzialità devono ancora essere sfruttate appieno. Mattarella ha anche sottolineato le similarità esistenti nel processo di integrazione nell’Unione Europea e nell’ASEAN, politica che ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione della pace, della stabilità e dello sviluppo economico nelle rispettive regioni. Egli ha voluto comunicare l’impegno italiano ad assumere un ruolo di primo piano come partner esterno dell’organizzazione, in settori come la politica, il commercio, gli investimenti e la connettività, oltre il lavoro che la nazione può assumere all’interno del più ampio aspetto delle relazioni UE-ASEAN, soprattutto nel quadro di una possibile riapertura dei negoziati per un accordo di libero scambio tra le due regioni. Accordo che spalancherebbe alle nazioni europeo la possibilità di commerciare su di un mercato, che come ha ricordato il Segretario dell’ASEAN durante l’incontro con Mattarella, costituisce la settima economia mondiale, con un peso pari a 2,6 trilioni di dollari.

A questo scopo è nata, sempre nel 2015, l’Associazione Italia ASEAN presieduta dall’ Onorevole Enrico Letta, la quale missione, come evidenziato dallo statuto della stessa, è quella di rafforzare e pubblicizzare le reciproche possibilità di crescita, sia a livello privato che pubblico. In quanto anche se può dirsi di interesse generale un maggiore integrazione commerciale ed economica nell’area, questa prospettiva giova particolarmente al sistema paese, che soprattutto a livello di imprenditoria è da tempo legato alla realtà degli stati asiatici, idealmente la collaborazione si andrebbe a fondare su legami di natura economica, politica e strategica. In quanto la regione dispone sia di crescenti risorse economiche e finanziarie ma sta acquisendo un ruolo estremamente importante nella realtà geopolitica del Pacifico. Nello sforzo di perseguire questi obbiettivi l’attuale governo italiano si è già mosso per migliorare i propri rapporti con alcuni degli stati membri dell’Organizzazione Internazionale: tra i quali vanno sicuramente ricordati: la Repubblica Socialista del Vietnam e la Repubblica di Singapore

Per quanto riguarda lo Stato Nazione di Singapore nell’ultimo anno si sono avvicendate varie iniziative, tra le più importanti va sicuramente ricordata la visita di Stato del Presidente Tony Tan Keng Yam, svoltasi a Roma il 23 di Maggio, durante la quale lo stesso Primo Ministro ha affermato che Singapore può servire alle industrie italiane come ponte sulla regione pacifica. A suo dire, infatti, il rapporto sarebbe benefico per entrambe le pari, in quanto l’Italia offre ai business di Singapore numerose opportunità ancora da esplorare, mentre la Città-Stato rappresenta già il principale partner commerciale italiano nel Sud-Est Asiatico, con la presenza di più di 500 aziende, tra le quali Prada, Ferragamo e Ferrero, che già operano sul suo territorio. Senza contare che tale rapporto non potrà che beneficiare dell’entrata in vigore dell’Accordo di Libero Scambio tra Singapore e l’Unione Europea.

Questo trattato è la prima collaborazione di questo genere che si conclude tra un paese membro dell’ASEAN e l’UE, e consentirà secondo le analisi preliminari di far aumentare le esportazioni dalla zona euro verso la città stato di circa 1,4 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, senza considerare gli effetti benefici risultanti dall’ eliminazione delle barriere non tariffarie. Questo dato ovviamente è estremamente positivo per un paese, come l’Italia, che esporta in grandi numeri e anche, soprattutto, non fa altro che promuovere la politica di cooperazione con la zona est-asiatica che è anche stata ricordata durante la cena di stato che il Presidente della Repubblica Mattarella ha tenuto in onore del suo omonimo e nella quale egli ha affermato che molti sono i gli aspetti comuni che i due paesi si trovano ad affrontare come: “ll contrasto al terrorismo e al suo finanziamento, i fenomeni migratori e la sicurezza marittima”. In questo contesto quindi risulta fondamentale una cooperazione non solo nel settore economico, commerciale e finanziario, ma anche in quello strategico, culturale e sul piano dell’ educazione e della ricerca.

Per quanto riguarda i rapporti con Hanoi in occasione della visita di stato del Presidente Vietnamita Trần Đại Quang, lo scorso 24 Novembre a Roma, si sono presi impegni nel migliorare il proprio livello di cooperazione, di fatti sia nell’ incontro con il Presidente del Consiglio Renzi, che in occasione della Cena di Stato al quirinale vi è modo da entrambe le parti di mettere  in evidenza gli sforzi compiuti dai Ministeri e dalle Agenzie sia vietnamite che italiane nella realizzazione di accordi di cooperazione e progetti, volti a contribuire lo viluppo di un rapporto bilaterale più globale e sostenibile. Si è anche convenuto sulla necessità di intensificare lo scambio di delegazioni e di incontri tra i dicasteri vietnamiti e italiani, le agenzie e le municipalità più grandi, e si è proposta la creazione di un metodo più efficace circa la distribuzione di meccanismi di dialogo e di cooperazione in politica, economia, difesa e nell’ambito scientifico-tecnologico, insieme a programmi di azione sulla collaborazione in la cultura, l’istruzione e la formazione.

I due leader hanno poi acconsentito alla creazione una Two-Way Trade di volare pari a 6 miliardi di dollari nei prossimi due anni, ed anche di costituire delle condizioni ottimali per le imprese italiane che volessero investire nel campo della produzione meccanica, dei nuovi materiali, delle nanotecnologie e biotecnologie, energia, cibo, lavorazione del legno, indumenti-tessili e calzature nel paese asiatico.

Vi è stato anche un confronto bilaterale dei due primi ministri su questioni regionali e internazionali di reciproco interesse, in cui si è convenuto sulla necessità di proseguire il rapporto coordinamento e sostegno reciproco nell’ambito delle istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite, l’ASEAN, Unione europea, il vertice Asia-Europa (ASEM) e l’UNESCO. L’Italia, infatti, sostiene gli sforzi del Vietnam per rafforzare la sua cooperazione a tutto tondo con l’Unione Europea, e a sua volta, il Vietnam è pronta ad agire da ponte per collegare l’Italia con le altre nazioni dell’ASEAN, nonché la regione Asia-Pacifico.

Si è infine sottolineata, la necessità di affrontare le controversie nel East China Sea con mezzi pacifici sulla base del rispetto del Diritto Internazionale e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, attuando, così in pieno la Dichiarazione sulla Condotta delle Parti nel Mar Oriente, finalizzata alla finalizzazione di un codice di condotta nel mare orientale, e, volta a garantire la libertà di navigazione e di trasporto aereo nella stessa zona.

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