Boeing-IranAir: un accordo storico

Di Daniel S. Speratti 

Domenica 11 dicembre 2016, l’azienda Iran Air, prima compagnia aerea nel Medio Oriente, e Boeing, la più grande costruttrice statunitense di aeromobili e la più importante azienda nel settore aerospaziale, hanno firmato a Teheran un accordo per l’acquisto di 80 aerei, tra i quali sono inclusi i modelli 737 MAX, 777-300ER e il 777-9, valutati in 16.600 milioni di dollari e destinati a rimpiazzare la flotta iraniana ormai datata. L’accordo costituisce un continuum del Memorandum of Agreement (MOA) già annunciato a giugno durante le trattative e rappresenta uno dei più importanti accordi dopo la rivoluzione islamica iraniana del 1979, durante la quale alcuni uffici consolari statunitensi in Teheran furono occupati da studenti rivoluzionari. Inoltre, esso è il frutto del disgelo diplomatico tra le due nazioni iniziato durante la legislatura Obama con l’affievolimento delle sanzioni economiche all’Iran attraverso la firma del patto nucleare dello scorso anno.

Quest’accordo è stato firmato dal presidente della compagnia aerea, Farhad Parwaresh, e dal direttore regionale della Boeing, Fletcher Barkdull, pochi giorni dopo che il Presidente eletto degli USA, Donald Trump, avesse comunicato la sua intenzione d’interrompere il contratto con la Boeing per il rinnovo dell’aereo presidenziale, l’Air Force One, poiché i costi di riparazione erano eccessivi.

Negli ultimi mesi, Boeing ha lavorato a stretto contatto con il governo degli Stati Uniti durante il processo dei negoziati per soddisfare i requisiti della licenza che le è stata concessa nel mese di settembre, ma la paura che la nuova politica estera di Trump e la sua avversione verso l’accordo in materia nucleare con l’Iran possa compromettere il clima di apertura di quest’ultimo ai mercati internazionali e gli equilibri geofinanziari in quella regione, ha spinto Boeing e molte altre aziende straniere ad accelerare i tempi dei contratti commerciali. Cercando di convincere Trump, Boeing sottolinea che l’accordo avrà un impatto economico positivo per gli Stati Uniti poiché creerà migliaia di posti di lavoro direttamente connessi alla produzione delle aero parti e altri 100.000 nella catena di consegna e di assemblaggio. “Boeing e i suoi 13.600 soci e collaboratori sparsi nei 50 Stati, siamo fieri di assicurare la nostra leadership nel mercato aerospaziale globale e di poter creare posti di lavoro e nuove opportunità in tutta la Nazione”, ha dichiarato l’azienda in una conferenza stampa. I primi aeromobili, frutto di quest’accordo, saranno consegnati nel 2018.

Attualmente, la Camera dei Rappresentanti degli Stati uniti sta cercando di bloccare la vendita degli aerei all’Iran, paese che, secondo loro, è stato complice della proliferazione del terrorismo e della fornitura di materiali bellici. Gli ultimi emendamenti propongono, infatti, misure che impedirebbero al Dipartimento del Tesoro di concedere finanziamenti e licenze di esportazione per aero veicoli commerciali, parti o servizi, e vieterebbero la partecipazione di qualsiasi istituzione finanziera statunitense. Sembra però improbabile che tali emendamenti si trasformino in legge ma sono, comunque, un segnale della crescente preoccupazione del Capitolio. Inoltre, l’amministrazione Trump soffre una forte pressione non soltanto dal mondo economico, ma anche dalla comunità internazionale. Infatti, ostacolare l’accordo Boeing-Iran Air significherebbe rovinare i rapporti economici con l’Unione Europea, Cina e altri paesi che hanno già riavviato gli scambi economici con l’Iran.

Ci sono poi altre incertezze intorno a quest’accordo, infatti, Ali Khamenei, Guida Supremo dell’Iran, si domanda se l’acquisto di nuovi aerei costituisca una priorità per il suo paese dove l’economia stagnante produce circa l’11% di disoccupazione. Al riguardo si esprime il Ministro Iraniano dei Trasporti, il quale ricorda che i benefici economici per l’acquisizione dei nuovi aerei non aspetterebbero soltanto all’America, ma anche all’Iran, poiché tale accordo rappresenterebbe un primo passo per la modernizzazione e creerebbe 50.000 posti di lavoro. Oltre all’accordo con Boeing, Iran Air sente la necessità di concludere accordi con Airbus, principale rivale europea di Boeing, poiché, secondo l’Organizzazione dell’Aviazione Civile Iraniana, il paese avrà bisogno di 400 a 500 aerei commerciali nel prossimo decennio. Oltre a Airbus e Boeing, l’Iran ha già annunciato un ordine di 40 aerei al gruppo francese ATR e altri 20 all’azienda giapponese Mitsubishi.

Sembra, dunque, che l’accordo tra Boeing e Iran Air metterà alla prova le capacità politiche e strategiche dei Presidenti dei due paesi in gioco: Trump, da un lato, dovrà decidere tra il ritorno al regime delle sanzioni e il sostegno degli interessi dell’industria nazionale, dall’altro, il Presidente Iraniano Hassan Rouhan baserà la sua campagna politica per le elezioni presidenziali del maggio 2017 sugli effetti dei trattati nucleari e sull’accordo tra i due giganti del settore aerospaziale.

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